Sicurezza sul lavoro
Teniamo a sottolineare che la tutela della salute dei dipendenti non è solo un obbligo morale per il datore di lavoro, ma anche legale!!!
Il codice civile, all'articolo 2087 detta un principio generale:
"L'imprenditore è tenuto ad adottare, nell'esercizio dell'impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro"
Il datore di lavoro, proprio perchè esercita un'attività economica, deve attenersi al principio della massima sicurezza tecnologicamente fattibile, proteggere la salute dei lavoratori, nonchè salvaguardare la personalità morale degli stessi.
L'integrità psicofisica e morale dell'individuo trova riconoscimento anche nelle norme di rango costituzionale, quali quelle contenute nell'art.32 della Costituzione che garantisce la salute come fondamentale diritto dell'individuo, nell'art.41 che pone precisi limiti all'esercizio dell'iniziativa economica privata, stabilendo fra l'altro che la stessa non può svolgersi "in modo da arrecare danno alla dignità umana" e nell'art.2 che tutela i diritti inviolabili dell'uomo anche "nelle formazioni sociali, ove si svolge la sua personalità" e richiede l'adempimento dei doveri di solidarietà sociale.
Il decreto legge 81/2008
A questa serie di dettami si aggiunge il decreto legislativo 81 del 2008, il quale prevede la partecipazione del datore di lavoro nell'adozione di misure di prevenzione e protezione per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Questi sono alcuni degli obblighi del datore di lavoro, i quali, nella loro inosservanza, comportano sanzioni che vanno dall'ammenda all'arresto:
- salvaguardare l'integrità psicofisica dei lavoratori eliminando o cercando di ridurre i rischi che possono provocare dei danni a questi soggetti;
- informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato;
- mettere il lavoratore nelle condizioni di utilizzare macchinari, utensili e strumentazioni che non presentino nessun rischio per la salute e l'integrità;
- evitare che probabili e possibili pericoli dovuti alla sua attività possano tradursi in rischi per i lavoratori;
- aggiornare le misure di prevenzione;
Qualora vi siano stampanti nei luoghi di lavoro, va menzionato nel "Documento di Valutazione dei Rischi", il rischio chimico specifico implicito nelle singole sostanze emesse.
Tali nozioni sulle sostanze sono fornite da organismi internazionali come OSHA, IARC, NTP, ACGIH ed ESIS.
Si tratta di un percorso che prevede l'identificazione dei pericoli derivanti da sostanze utilizzate o generate dal ciclo produttivo, la valutazione del rischio preliminare generato dall'esposizione dei lavoratori a queste sostanze e l'annullamento o la riduzione di tale rischio.
Sotto questo aspetto la legge prevede in capo al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti di:
- attuare le misure di igiene previste;
- informare i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e portare a lo conoscenza i modi di prevenire i danni derivanti dai rischi predetti;
- di fornire ai lavoratori i necessari mezzi di protezione;
- di disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le misure di igiene ed usino i mezzi di protezione messi a loro disposizione.
"...che futuro immagini senza salute?" [cit. DB WORLD]
