Introduzione al problema del toner
La questione legata alla pericolosità del toner è un problema che ci ha accompagnato da sempre, ma solo oggi sta iniziando ad essere preso in considerazione da tutti.
Nel corso della storia questa problematica, per svariati motivi, è sempre stata racchiusa all'interno di una sorta di èlite composta da studiosi ed esperti del campo.
Oggi, grazie alle nuove tecnologie, alle ricerche sempre più acuite e alle più elevate competenze degli studiosi, si è riusciti a far sì che tale tematica sia affrontata in condivisione con un pubblico più vasto.
Ma qual è il problema del toner?
Il toner è una polvere molto fina che contiene particelle di carbone, ossidi di ferro e resina e viene utilizzato in alcune apparecchiature di stampa come fax, fotocopiatrici e stampanti. Durante il processo di stampa il toner si imprime sulla carta.
I centri di ricerca internazionali hanno evidenziato in opportuni simulatori-ambientali le reali emissioni degli apparati di stampa laser: oltre alle sostanze giè citate, sono stati individuati altri 4 materiali cancerogeni liberati normalmente dalle apparecchiature di stampa: questi sono il benzene, la formaldeide, lo stirene e l'ossido di titanio.
Il benzene
Il benzene è un composto chimico la cui inalazione a determinati tassi può provocare sonnolenza, vertigini, tachicardia, mal di testa, tremori, stato confusionale, perdita di coscienza o addirittura la morte se il tasso è molto elevato. Il benzene rappresenta un contaminante ambientale e può esercitare azione mutagena.
La formaldeide
La formaldeide, uno tra i più diffusi inquinanti di interni, la sua ingestione o esposizione a quantità consistenti sono potenzialmente letali.
L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) sin dal 2004 ha inserito la formaldeide nell'elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per la specie umana.
Lo stirene
Lo stirene, sostanza la cui esposizione a concentrazioni superiori (200-400 ppm) causa irritazione transitoria delle mucose congiuntivali e nasali e frequentemente cefalea, vertigini, sonnolenza, turbe della memoria diminuzione dei riflessi; a 500 ppm è costante l'irritazione congiuntivale delle prime vie aeree ed è frequente la tosse. Lo stirene è stato riconosciuto ufficialmente come cancerogeno dal giugno 2011.
Pertanto il problema relativo al toner sta nella presenza, al suo interno, di sostanze cancerogene e mutagene di prima classe, ossia sostanze note per i loro effetti sull'uomo e per le quali esistono prove sufficienti per stabilire che sono causa dello sviluppo di tumori e alterazioni genetiche.
Il contatto con tali sostanze può avvenire attraverso l'inalazione, l'ingestione o il contatto con la pelle e lo stesso può succedere anche a macchina spenta, dacchè queste micro-polveri navigano nei movimenti d'aria naturali o forzati dell'ambiente. Una volta entrate nel nostro organismo le nanopolveri provenienti dalle emissioni delle stampanti si possono trovare nel sangue già dopo circa un minuto e di seguito possono raggiungere tutti gli organi (fegato, reni, ecc.).
La Storia
Nel XVIII secolo il particolato carbonioso o nerofumo sugli operai e sui piccoli spazzacamini inglesi, consegnò alla storia della Medicina Legale il primo caso accertato di malattia professionale.
La cancerologia moderna ebbe così inizio nel lontano 1775, allorchè il celebre chirurgo inglese Percival Pott si pose l'intelligente quesito: come nasce il cancro?
La ricerca eziologica dei tumori ambientali colse, grazie a questa caparbia curiosità, il primo contributo clinico epidemiologico. Quasi 100 anni dopo, venne rilevata una correlazione tra l'insorgere dei tumori e il contatto tra la pelle e sostanze come il catrame e il nerofumo.
La letteratura medica continuò a produrre inascoltati studi sul tema fino ai tempi attuali, in cui ricercatori e medici stanno operando in maniera meticolosa al fine di conoscere a pieno il problema. Consulta la sezione studi per saperne di più.
Rimedi e altre problematiche
Al momento non esiste una tecnologia in grado di sostituire il toner. Sono stati fatti comunque dei tentativi, attraverso lo studio di soluzioni alternative, più ecologiche; è stato introdotto il Bioblack, un toner a base di soia, il quale però era composto solo da circa il 34% di soia, mentre la restante parte aveva la stessa composizione di un normale toner.
Le particelle che compongono il toner, inoltre, godono della fastidiosa caratteristica di non essere biodegradabili, pertanto difficilmente smaltibili e nonostante il tentativo di mascherare il toner o riformularlo attraverso fantasiosi espedienti, questo rimane una sostanza tossica da manipolare con cautela.
Per quante precauzioni, comunque, si possono adottare, rimane il problema del forno fusore degli apparecchi di stampa, poichè questo emette benzene, formaldeide e ozono durante la sua attività, sostanze qualificate dagli organismi di ricerca, come cancerogene, mutagene e/o tossiche.
