Avvertenze
Quando vi è un prodotto valido ed efficiente la prima reazione da parte del mercato è offrire una sua imitazione, ovviamente ad un prezzo inferiore, ma inferiore è anche la qualità.
Non volendo entrare nel merito delle scelte di spesa di nessuno, teniamo però a sottolineare che in questo caso si sta parlando di un investimento per il proprio benessere; è oggettivamente illogico risparmiare, quando poi si mette a repentaglio la propria salute. Da quando questa può essere acquistata col denaro?
Chi con soluzioni particolarmente alternative, chi copiando sfacciatamente il nostro prodotto, sta cercando di sostituirsi a noi quale tutelatore della vostra salute.
Invitiamo tutti a non farsi ingannare dalla pubblicità di alcune ditte che propongono una soluzione a basso costo e con risultati strabilianti, perché così non è!
Ecco a voi come è possibile smascherare questi impostori:
I filtri posticci
Osservate come viene collocato questo filtro...
con un filtro posizionato in questa maniera non si ottiene l'abbattimento delle emissioni inquinanti, in quanto la gran parte delle emissioni fuoriesce nella fessura dove escono i fogli stampati.
A prova di tutto ciò esistono studi universitari che dimostrano l'inefficacia di tali dispositivi. Una tale disposizione del filtro inoltre, fa decadere la garanzia della stampante in quanto altera le dinamiche di areazione dell'apparato. Non a caso nelle istruzioni e nei manuali d'uso di stampanti e di fotocopiatori si prescrive di non ostacolare il ricircolo dell'aria della stampante.
Le cattive imitazioni del prodotto
Alcune ditte, sull'onda dell'effettiva necessità imposta dalla legge, hanno acquistato il nostro prodotto per copiarlo nell'aspetto, compiendo perfino degli errori fondamentali ed esiziali. Senza mai certificare alcunché tali aziende garantiscono risultati che non possono esserci, in quanto copiano l'aspetto ma non la tecnologia del prodotto, che è protetta da brevetto industriale.
Le certificazioni inconsistenti
La certificazione dell’effettiva funzionalità del filtro deve essere effettuata da un Università o centro di ricerca internazionale di chiara fama, ovvero da un organo governativo nazionale od internazionale come in Italia l'I.S.P.E.S.L., che sia preposto a controlli in tema di medicina del lavoro. Pertanto non ha rilevanza la certificazione data da un semplice laboratorio privato.
Il metodo adottato nella certificazione
La prassi di una corretta certificazione comporta il rispetto di alcune regole basilari; è necessario misurare la quantità di inquinanti presenti nell'aria, nel medesimo ambiente, dopo un medesimo numero di copie con e senza un dispositivo di prevenzione. Tale rilevazione deve essere fatta con stampanti diverse, campionate casualmente e non solo su quelle fornite da chi chiede la certificazione. Solo con questa metodologia scientifica si potrà dichiarare la percentuale di inquinanti realmente catturata e filtrata da un dispositivo di protezione.
La qualità del filtro
Un normale filtro epa non può trattenere nano particelle, occorre un filtro tecnico specifico.
Il rispetto per l’ambiente
È inaccettabile la dichiarazione, fatta nella pubblicità di alcuni di questi prodotti, con cui si asserisce che i filtri possono essere, dopo l'uso, gettati nella pattumiera.
Questo contravviene non solo al senso civico, ma anche alle nuove normative sullo smaltimento e conferimento in discarica di cartucce e quant'altro contenga una sostanza pericolosa per l'ambiente, come appunto il toner.
Diffidate di quanti non abbiano un protocollo per il ritiro e lo smaltimento a norma di legge dei filtri.
Il brevetto “fulcro” del nostro dispositivo di protezione
Il nostro prodotto, non solo non altera la funzione di ricircolo d’aria delle stampanti, ma incanala in alto le emissioni attraverso un camino con aspiratore contente un filtro “speciale” che, senza un brevetto tecnologico esclusivo, non riuscirebbe comunque ad ottenere i risultati mostrati nelle misurazioni.
